Il Wildlife strike, definisce l’impatto di un aeromobile con animali selvaggi. Tra questi, i più noti si hanno con gli uccelli, e si definiscono bird strike. Il  tentativo di ridurre il wildlife strike viene modulato tentando di  installare recinzioni sui confini aeroportuali e sorvegliando la pista continuamente; ma il bird strike è più difficile da arginare.

I bird strike si verificano principalmente nelle fasi di decollo e atterraggio, poiché gli uccelli si trovano per lo più a bassa quota, lasciando comunque una percentuale di impatti agli incidenti anche ad alte quote, per esempio gli impatti con uccelli migratori.

Nella maggior parte dei casi si tratta di danni lievi o quasi nulli, che dipendono dal punto di impatto, dalla grandezza e dalla direzione di volo sia dell’aereo che del volatile, dalla loro velocità. In caso di impatto violento o di ingestione del volatile nel motore, i danni possono essere anche molto importanti.
L’impatto del volatile con la parte propulsiva può causare la rottura delle eliche, in caso di motori a elica; mentre l’ingestione nel motore può causare danni alle palette del fan o, peggio, del compressore, con la possibilità di provocare un flameout o l’incendio del motore stesso. Numerosi impatti avvengono anche con le superfici di volo, con i carrelli, con le antenne.

Non esiste un metodo per eliminare la possibilità di bird strike. Per questo motivo in fase di progettazione di un aeromobile o di un motore, tra i numerosi fattori da considerare, vi è anche la resistenza all’impatto con corpi estranei, dai volatili al ghiaccio, ad esempio. Questo vale anche per i finestrini del pilota, i windshield, che devono superare delle specifiche prove d’impatto e prevenirne la totale rottura.
In caso di impatto con la fusoliera i danni possono essere di diversa entità: si parla di ammaccature, oppure di deformazioni sulle zone anteriori delle ali, o nel peggiore dei casi di un buco o sul radome, ovvero la parte anteriore detta anche “naso” dell’aereo, oppure lungo la fusoliera.

Per prevenire e, pertanto tentare di ridurre gli impatti con i volatili, gli aeroporti adottano molti tipi di prevenzioni, che variano soprattutto in base alla razza di volatili che figura nei suoi pressi.

https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/flight-safety/wildlife-strike/come-fare

Il link sopra citato riporta ad una specifica pagina del sito web dell’ENAC dove elenca alcuni metodi per prevenire il wildlife strike.

Per tenere lontana la wildlife si utilizzano principalmente cannoni ad aria o falchi e altri tipi di rapaci indicati dalla situazione faunistica e del territorio.

Durante la fase di rullaggio, pilota e co-pilota vengono informati della eventuale presenza di stormi, individuabili dalla torre di controllo o dal personale addetto attraverso l’utilizzo di appositi radar che individuano i volatili.

Quando avviene un danno da impatto con un volatile, l’aereo è costretto a restare a terra (AOG: Aircraft on Ground) dove viene individuato il punto o i punti d’impatto e, successivamente, valutare e gestire i danni. Si possono avere danni come l’otturazione di sonde (tubi di pitot ad esempio), quindi bisogna eseguire una dettagliata ispezione e pulizia della zona, o come spesso accade, l’impatto “crina” il radome che dovrà essere ispezionato e se possibile riparato. L’impatto con i motori, richiede una specifica ispezione e determinate verifiche.

ISCA AM vanta di tecnici sempre pronti all’intervento e ad una rapida manutenzione, che le permettono di poter affrontare con serietà e rapidità ogni tipo di AOG.

ISCA. Bravi a terra. Sicuri in volo.