“Curiosità al volo” è la nuova rubrica di ISCA Aircraft Maintenance. Scopri tanti contenuti interessanti ogni settimana sul mondo della manutenzione e sicurezza aerea.

Il settore tecnico aeronautico è soggetto a normative molto restrittive. Ormai da diversi anni, con l’entrata in vigore dei regolamenti di EASA, siamo disciplinati da normative a livello europeo che hanno come scopo quello di assicurare qualità sicurezza dei servizi erogati da tutte le Compagnie Aeree. Tra tutti i regolamenti emanati da EASA ce ne è uno in particolare che descrive e legifera in ambito Tecnico Manutentivo dando un quadro chiaro sulle abilitazioni, sui percorsi formativi e sull’esperienza necessaria per l’ottenimento della Licenza di Manutentore Aeronautico.

Il primo regolamento di secondo livello pubblicato (1702/2003), concerne i processi di certificazione dei prodotti aeronautici e delle imprese di produzione e progettazione. Come precisato nella 1592/2002, un aeromobile, un motore o un’elica costituiscono prodotti aeronautici. Qualsiasi strumento, equipaggiamento, meccanismo, parte, apparato, annesso o accessorio, impiegato per il controllo di un aeromobile in volo ed ivi installato viene invece chiamato parte e pertinenza. L’Implementation Rule 1702/2003 contiene come annesso la Parte 21, che stabilisce i requisiti e le procedure per la certificazione dell’aeromobile, dei prodotti, delle parti e pertinenze e delle organizzazioni di produzione e progettazione. Sempre nella 1702/2003 vengono introdotte le “Certifications Specifications“ (Specifiche di Certificazione o CS) per garantire l’applicazione uniforme delle norme comuni. L’altro regolamento di secondo livello (2042/2003), concerne invece il mantenimento dell’aeronavigabilità dei prodotti aeronautici e la certificazione delle imprese e del personale di manutenzione.

Esso contiene quattro Parti che riguardano:
– Parte M: il mantenimento in stato di aeronavigabilità dei prodotti aeronautici;
– Parte 145: la certificazione delle imprese che effettuano manutenzione;
– Parte 66: il rilascio delle licenze di manutentore aeronautico;
– Parte 147: la certificazione delle scuole che effettuano l’addestramento tecnico del personale di manutenzione.

Quindi tutte le imprese che effettuano manutenzione su prodotti, parti o pertinenze aeronautiche sono soggette alla Parte 145.
La licenza di manutentore aeronautico (acronimo italiano LMA o internazionale AML) è una certificazione riguardante il personale tecnico che si occupa della manutenzione dei velivoli dell’aviazione civile e generale. In Italia questa licenza è emessa dall’ENAC ed è una qualifica professionale personale che soddisfa i requisiti della Part 66 facente parte del Regolamento UE 1321/2014 scritto da EASA. La licenza si divide in tre categorie: tipo A, tipo B e tipo C ed in sottocategorie in funzione del genere di attività e apparati nonché del MTOW dei velivoli.

Per conseguire la licenza è necessario superare i moduli d’esame, che sono indicati dalla normativa della Part 66, e dimostrare il possesso dell’esperienza minima richiesta dalla normativa nel campo della manutenzione aeronautica. Possono partecipare agli esami coloro i quali sono in possesso dei requisiti minimi previsti dalla circolare NAV68B emessa da ENAC. Gli esami possono essere effettuati da ogni scuola approvata 147 presente sul territorio EASA.
Ogni categoria di Licenza permette al detentore di esercitare i suoi privilegi. In particolare, una licenza di manutenzione aeronautica di categoria B1 si riferisce ad aeromobili a turbina di grandi dimensioni e consente al titolare di rilasciare certificati di riammissione in servizio a seguito di manutenzione comprendente struttura dell’aeromobile, gruppi motopropulsori, nonché sistemi meccanici ed elettrici.