Scienza, libertà, bellezza, avventura: cosa si può chiedere di più alla vita? Il volo aereo ha unito tutti gli elementi che ho amato. C’è scienza in ciascuna curva di un profilo aerodinamico, in ogni angolo tra il puntone e il filo, nell’intercapedine di una candela di accensione o nel colore della fiamma di scarico C’è libertà nell’orizzonte illimitato e sui campi aperti dove si atterra. Un pilota è circondato dalla bellezza della terra e del cielo. Sfiora le cime degli alberi insieme agli uccelli, salta valli e fiumi, esplora i canyon che guarda come un bambino. L’avventura giace in ogni soffio di vento.

(Charles A. Lindbergh)

I fratelli Wilbur e Orville Wright di Dayton, Ohio, costruttori di biciclette, realizzarono il primo aeroplano in grado di alzarsi dal suolo e volare, anche se inizialmente solo per alcuni metri. All’alba del Novecento, venne dunque realizzato il sogno millenario dell’umanità da parte di due tenaci inventori statunitensi, che diventarono i primi esseri umani a volare su un mezzo meccanico

Nel corso dell’Ottocento, molti studi si erano occupati della possibilità di sollevare da terra mezzi dotati di motore. I fratelli Wright si convinsero che ciò era possibile a patto di affrontare, e risolvere, contemporaneamente, tre problemi: realizzare una superficie in grado di sostenere il volo (le ali); mettere a punto un metodo per bilanciare e controllare l’aeroplano; disporre di un mezzo di propulsione adeguato.

La loro principale intuizione, che permise il salto nell’era degli aeroplani, riguardò le modalità di bilanciamento, rotazione e controllo totale del volo. Applicarono i loro esperimenti su aquiloni e in seguito in seguito su un grosso aliante trainato da un mezzo a terra. Passarono poi a un aereo in grado di trasportare un passeggero: ne costruirono diversi prototipi, finché nel 1902 realizzarono un mezzo che si guidava un po’ come oggi si manovra un deltaplano. A questo punto delle proprie ricerche, si sentirono pronti a costruire un aeroplano vero e proprio.

Nel 1903 i fratelli Wright realizzarono un aereo con apertura alare di 12 m, massa di circa 340 kg (compreso il pilota), dotato di un motore a scoppio con quattro cilindri e potenza di 12 CV. Dovettero costruire da soli il motore, perché quelli disponibili sul mercato costavano troppo. Il telaio dell’aereo era realizzato in legno, le ali in tessuto pesante, e il sistema di controllo era costituito da un timone che azionava alcuni tiranti. Il 17 dicembre del 1903, a Kitty Hawk, in Pennsylvania, i fratelli Wright riuscirono a effettuare con questo mezzo quattro brevi voli – il più lungo durò 59 secondi – su distanze di poche decine di metri e segnarono così la nascita dell’aviazione.

Nel 1904 i due fratelli riuscirono per la prima volta a descrivere un intero cerchio in volo ritornando al punto di partenza e rimanendo in aria per 1 minuto e 36 secondi. L’anno successivo costruirono finalmente quello che si poteva chiamare un aereo efficiente, in grado di volare per diverse decine di minuti e brevettarono la loro invenzione per commercializzarla.

Negli anni seguenti, nel giro di pochissimo tempo, l’aviazione fece rapidamente progressi enormi, grazie al contributo di molti altri inventori. Già nel 1909 Louis Blériot riuscì ad attraversare il Canale della Manica, tra Francia e Inghilterra, con un aeroplano, dimostrando a tutti che gli aerei non erano più solo giocattoli. E infatti di lì a poco cominciarono a essere usati per impieghi militari, e divennero fondamentali durante la Prima Guerra Mondiale.