La mia terra è sui fiumi stretta al mare, non altro luogo ha voce così lenta, dove i miei piedi vagano, tra giunchi pesanti di lumache.
(Salvatore Quasimodo)

L’aeroporto di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini” (IATA: CTA, ICAO: LICC) è il principale scalo aereo del Sud Italia, sesto in Italia (secondo i dati del 2019) per traffico passeggeri e secondo in Italia per traffico nazionale. La tratta Catania-Roma è inoltre la più trafficata a livello nazionale, nonché la quarta in Europa.

Isca Aircraft Maintenance aggancia la pista di Catania nel recentissimo 2021, all’interno della strutturata operazione di engagement ispirata alla policy aziendale di ampliamento e consolidamento della propria presenza professionale in tutto il sud Italia.

L’aerostazione civile venne ufficialmente inaugurata nel maggio 1924. Dall’ottobre 1935 vi operava il 17º Gruppo caccia fino all’agosto 1936. Nel gennaio 1936 arriva anche il del 1º Stormo Caccia (poi 1º Stormo caccia Ogni Tempo). Dal 15 giugno 1941 vi operava il 10º Gruppo fino al 6 ottobre. Nel maggio 1943 torna il 17º Gruppo caccia fino a luglio 1943.

Il 5 maggio 1947 atterrò il volo inaugurale delle Linee Aeree Italiane Internazionali (che diverrà poi Alitalia) proveniente da Torino (aeroporto di Collegno). Alle fine degli anni quaranta il governo stanziò diversi fondi per la costruzione di un’aerostazione più grande, che venne quindi realizzata e dedicata all’illustre meteorologo catanese Filippo Eredia, ed inaugurata dal ministro Mario Scelba nel 1950. Tuttavia il traffico passeggeri stentò fino a tutti gli anni cinquanta.

Nel 1962, parte proprio dall’aeroporto di Catania il Morane-Saulnier MS.760 Paris per l’ultimo viaggio del fondatore e presidente dell’ENI Enrico Mattei, che si concluderà tragicamente a seguito di un presunto attentato nei pressi di Bascapè a pochi km dallo scalo di Linate.

Negli anni sessanta si verificò un notevole incremento dei viaggiatori, che già nel 1966 superarono quota 260.000. Questo rese l’infrastruttura nuovamente inadeguata e la pista si rivelò troppo corta per aerei sempre più grandi e veloci. Negli anni settanta, con un traffico passeggeri in continuo aumento (500.000 in media) si realizzò una nuova aerostazione unitamente alla torre di controllo, scalo merci, caserma dei vigili del fuoco e un allungamento della pista su progetto dell’architetto Manfredi Nicoletti.

L’impianto, inaugurato il 5 agosto 1981 per una capacità di 800.000 passeggeri annui, risultò ben presto inadeguato ai nuovi sorprendenti tassi di crescita del traffico passeggeri ed aeromobili. All’inizio del XXI secolo, la vecchia struttura venne dedicata alle sole partenze, mentre accanto fu realizzato un piccolo terminal per gli arrivi. Successivamente si è concretizzato un nuovo terminal di 44.460 m² (di cui oltre 20.000 a disposizione del pubblico), articolato su due livelli (arrivi e partenze), dotato di 6 pontili d’imbarco (loading bridges), 20 gate d’imbarco ed una torre alta circa 30 metri (destinata ad accogliere uffici ed un ristorante panoramico). Tale struttura può assorbire un traffico annuo di circa 6.500.000 passeggeri.

Il 5 maggio 2007 l’aerostazione è stata intitolata a Vincenzo Bellini. La scelta ha fatto discutere, in quanto molti avrebbero voluto che l’aeroporto fosse intitolato ad Angelo D’Arrigo,aviatore originario di Catania, autore di numerosi record del mondo, quali il volo sopra l’Everest in deltaplano.

È il principale aeroporto del Sud Italia e nel 2019 ha sfiorato la quota di 10 milioni di passeggeri annui, diventando così il quinto d’Italia e il primo del Mezzogiorno. Il traffico dello scalo resta in continua espansione, con numerosi voli di linea e charter favoriti dalla posizione geografica e dai collegamenti stradali.

Lo scalo è, talvolta, soggetto a limitazioni operative o temporanee chiusure a causa delle ceneri vulcaniche emesse durante le eruzioni dell’Etna che possono invadere lo spazio aereo e le piste obbligando, per motivi di sicurezza, a dirottare i voli sugli altri aeroporti della regione. Per gestire tale fenomeno, nel gennaio 2010 il Dipartimento della Protezione Civile ha installato nell’air-side dell’aeroporto un radar in banda X in doppia polarizzazione per il monitoraggio delle nubi di cenere vulcanica emesse dall’Etna, a supporto delle autorità preposte alla regolamentazione e al controllo del traffico aereo.

I dati sotto riportati sono riferiti fino all’anno 2019 , e si può evidenziare come detto aeroporto rappresenti una vera e propria chiave di volta per il traffico aereo al Sud Italia.