Che s’abbia a ritrovar con numer pare | Di cavallieri armati in Lipadusa. | Una isoletta è questa, che dal mare | Medesmo che li cinge, è circonfusa.
(Ludovico Ariosto)

L’aeroporto di Lampedusa (IATA: LMP, ICAO: LICD) è un aeroporto italiano situato nella parte sud orientale dell’isola di Lampedusa, parte del centro abitato del comune omonimo. La struttura è dotata di una pista in asfalto lunga 1.800 m con orientamento RWY 08-26. L’aeroporto è regolato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) è gestito dalla AST Aeroservizi SpA ed è aperto al traffico commerciale.

L’aeroporto può ospitare aerei di medie dimensioni a corto e medio raggio, come il Boeing 737 e l’Airbus A320.

Isca Aircraft Maintenance aggancia la pista di Lampedusa nel recentissimo 2021, all’interno della strutturata operazione di engagement ispirata alla policy aziendale di ampliamento e consolidamento della propria presenza professionale in tutto il sud Italia. L’azienda sarà presente con i suoi servizi presso l’aeroporto di Lampedusa a partire dalla summer season 2021.

Lampedusa era sede di pista aeroportuale ed installazioni a carattere militare dal 1958, con un Teleposto Telecomunicazioni e una stazione di Meteorologia.
Nel 1986 l’Aeronautica Militare ha istituito la 134ª Squadriglia radar (che nel 1998 diveniva Remoto) e nel 1993 un proprio Distaccamento aeronautico, dipendente dal 37º Stormo, che fornisce anche supporto agli aerei militari in transito presso lo scalo.

L’aeroporto civile fu costruito nel 1968, in seguito all’intervento dell’allora ministro del Mezzogiorno Paolo Emilio Taviani; i lampedusani avevano infatti attuato una singolare protesta, disertando in massa le elezioni. Nel 1975 assume la denominazione di Aeroporto Civile Lampedusa.

Il 21 luglio 2012 in presenza del Presidente del Senato Renato Schifani e del presidente dell’ENAC Vito Riggio è stata inaugurata la nuova aerostazione, comprensiva di 8 banchi check-in e 4 metal-detector. La nuova struttura di Lampedusa, dalla caratteristica forma di nave, è costata circa 24 milioni di euro, finanziati per i 2/3 (16 milioni) dall’Unione europea.