“Curiosità al volo” è la nuova rubrica di ISCA Aircraft Maintenance. Scopri tanti contenuti interessanti ogni settimana sul mondo della manutenzione e sicurezza aerea.

L’aeroporto di Reggio Calabria, conosciuto anche con il nome di aeroporto dello Stretto, è intitolato all’aviatore reggino Tito Minniti e si trova a circa 8 chilometri dal centro abitato di Reggio Calabria.

È il secondo aeroporto della regione per numero di passeggeri dopo Lamezia Terme ed è stato il primo costruito in Calabria.
La sua prima pista fu completata nel 1939 ed aveva finalità militari con l’insediamento di un comando italiano ed uno tedesco. Tra il 20 marzo e il 10 aprile 1942 da qui decollarono gli aerei destinati alle incursioni contro Malta. L’11 luglio 1943 l’aeronautica statunitense bombardò le piste reggine rendendole inagibili (successivamente ricostruite ed adibite all’aviazione civile).

Il 10 aprile 1947 ci fu il primo volo “civile” con un bimotore ad elica DC3 da 21 posti della compagnia Teseo sulla tratta Torino – Bologna – Firenze – Napoli – Reggio Calabria – Palermo.

In primis c’è da considerare la peculiarità fisica del tratto curvilineo in avvicinamento alla pista 33 che impone l’intervento del pilota, particolarmente preparato, per poter completare l’atterraggio.

L’esistenza di tali limitazioni richiede ai piloti la necessità di avere particolari e spiccati requisiti di addestramento, oltre che una particolare abilitazione riconosciuta dall’Enac e che viene conseguita raggiungendo almeno 500 ore di comando sul tipo di aeromobile con cui si intende atterrare.
Nonostante ciò, l’aeroporto dello Stretto potrebbe rappresentare uno scalo dalle grandi prospettive future grazie anche alla sua posizione strategica e all’elevato bacino d’utenza, attestatosi, nel 2019, a 364062 passeggeri transitati.

ISCA è presente sullo scalo reggino da sempre, come impresa di manutenzione certificata Part 145 dall’autorità Enac.