“Gli uccelli volavano, ed erano creature di Dio. Volavano gli angeli, ed erano creature di Dio. Uomini e donne avevano lunghi arti e schiene lisce che Dio aveva creato per una ragione. Cimentarsi col volo significava cimentarsi con Dio.
Ne sarebbe nata una lunga battaglia, ricca di leggende istruttive.”
Julian Barnes

I primi tentativi di voli furono fallimentari perché concentrati sull’imitazione del volo degli uccelli: per migliaia di anni molti “uomini uccello” si montarono ali sulla schiena cercando di sollevarsi e rovinando al suolo in vari modi, ma i loro sacrifici posero delle domande e iniziarono a dare delle risposte su come questo bisogno insopprimibile dell’essere umano potesse trovare modo di realizzarsi.

Dagli esperimenti medievali in Cina per il sollevamento delle persone dal suolo con gli aquiloni, passando per la ricerca di primitive tecnologie per utilizzare ali posticce miste di piume a materiali leggeri per innalzarsi utilizzando la forza muscolare e le correnti con modalità che ricordano gli attuali deltaplani, si arriva al genio ed alla visionarietà di Leonardo da Vinci, tra i più ardenti sognatori del volo.

Attorno al 1490, Leonardo da Vinci iniziò gli studi sul volo degli uccelli. Capì che gli umani sono troppo pesanti e non abbastanza forti per volare usando semplicemente delle ali attaccate alle braccia. Considerò quindi un mezzo in cui l’aviatore sia disteso su una tavola e che manovri due grandi ali membranose usando delle ali, pedali e leve. Disegnò e progettò quindi l’Ornitottero,  probabilmente il più antico tentativo di progettare un oggetto volante più pesante dell’aria. Il complesso meccanismo riproduceva le ali di un uccello. E assieme all’Ornitottero, i disegni e i progetti delle altre macchine volanti, la Vite Aerea, l’Ala Battente e i Meccanismi per Ali Meccaniche, se pur rimasti sulla carta, rappresentano un faro per i successivi sviluppi della scienza ingegneristica che diede vita ai veri e propri velivoli a motore.

Grande Nibbio, foto da Wikipedia